Ciao e grazie

termina oggi la mia esperienza lavorativa con LA STAGISTA, dimissionaria agli sgoccioli che ho visto oggi per l’ultima volta dato che lei domani ha preso un giorno di ferie e io non sarò in ufficio la settimana prossima.

che dire?

assunta 8 anni fa, timorosa di non essere confermata, in lacrime quando l’abbiamo tenuta all’oscuro di una brutta faccenda dell’ufficio (per non farla apparire male, per altro) ha velocemente avuto la sua evoluzione: assunta come traduttrice è diventata il braccio destro de IL POPPANTE, capo ufficio segaiolo che da allora le ha dato il permesso di fare anche il suo lavoro, in modo da dedicarsi a spiare e fare richiami al sottoscritto sei volta al giorno.

otto anni dopo la cresta è diventata così alta che non perdeva occasione di zittirlo, in pubblico e in privato, accettando o rifiutando mansioni e ruoli e lui muto perchè cosa puoi dire a una che fa già anche il lavoro che altrimenti tu non avresti zero voglia di fare?

e quindi era sottoposta e sottomessa su carta, l’attrice che s’ammazzava di lavoro e precisione solo quando c’era il pubblico a guardarlo per poi, a sipario chiuso, passare ore e giorni tra cellulare, internet e chiacchiere con LA CREATIVA, altra donna di buona volontà a mezza giornata che passa da sempre il 90% del tempo a perderne.

mesi fa ha trovato un ghiotta occasione e oggi passa da sottomessa a regina di un ufficio con sottoposti da comandare, con stipendio ben farcito e l’impagabile possibile, ora, di poter guardare tutti dall’alto in basso e dirci “addio”.

buon per lei. io punto a ben altro che a far da schiavo per altri padroni.

ma prima di lasciarmi mi ha confidato che una delle causa del suo addio è stata la promessa infranta del direttore, SAN PIETRO, che anni prima (?), in conclave, aveva accennato a un possibile “ballo delle sedie”: lui avrebbe rinunciato a metà del suo potere per cederlo a IL POPPATE che a sua volta avrebbe mollato il nostro ufficio in mano a LA STAGISTA che, senza sapere come funzionano social e internet, sarebbe diventata capo dell’ufficio marketing di una importante azienda.

all’italiana, come al solito.

il ballo invece non è mai iniziato e quindi anche questa è stata l’occasione per sputtanare gentilmente tutto e tutti, senza scordarsi mai di ripetere seriamente che “non si deve mai sputare nel piatto dove si ha mangiato”. eppure la pubblicità negativa non perde occasione di essere espressa.

comunque: affari suoi.

buona fortuna, buona lavoro, bene o male che le possa andare sarà comunque una esperienza, soprattutto per il sottoscritto che ancora una volta ha avuto conferma che il mondo del lavoro (e il mondo degli adulti in generale) è solo una colossale messa in scena del cazzo.

sorridi. alla fine moriremo tutti.

Della boria stagionale

la cosa strana è che pur conoscendo i miei polli continuo ugualmente a restare sorpreso.

L’AMICO DEL CAMPEGGIO, dopo che gli ho girato l’ennesimo post di FB lodante la schifosa animazione mi ha fatto notare che “lui segue già la pagina FB” come a dire che queste cose le vede già e non ha bisogno che io gliele segnali. giusto, peccato che il mio intento era quello di segnalare le cazzate che scrivono, con tanto di divertenti sottolineature, divertimento che a quanto pare è tale solo per il sottoscritto.

messaggio ricevuto, poco male: il motivo scatenante è il nervosismo dovuto al mestruo pre-vacanza, dopo che anche quest’anno, per l’ennesima volta, è suo, per per sua volotà, il compito più o meno ingrato di organizzare e incastrare tutto e tutti in una piazzola da sei posti per dodici persone che “forse vengo, forse no, non so quando” con ELI che ha anche avuto il coraggio di dire di “stai calmo, cosa importa quando arrivo?” senza far caso che, piccolo dettaglio, se lui non molla tutto per venirti a prendere all’ingresso tu cicciona mia non entri. punto. facile, semplice, chiaro.

invece lo immagino già su di giri, con “tutto da organizzare” e già sulla strada del mestruo facile visto come non ha neanche commentato il logo per le cuffie da piscina che gli ho mandato (lo vuole fare lui, perchè il mio “è carino”) e come, in generale, sia un po’ calato il silenzio.

e poi già so come andrà a finire, col sottoscritto mollato a se stesso, ingombrante come sempre quanto arriva gente pagante più interessante e quindi, sempre io, mendicante in cerca di un posto per lascair libero il mio, elemosinando favori a destra e a manca a chi invece, beato e pagato, ha tenda, camper, roulotte o più di queste cose, belle comode, pronte e montante anche per mesi interi.

poi passa l’inverno a parlarmi per convincermi a prendere una tenda per poi, a un passo dalla meta, dirmi che lui dorme in camper ma la tenda la monta lo stesso. che già il posto è poso e lui ne occupa ben due. a cosa serve quindi la mia tenda? a far campeggio fuori stagione quando gli fa comodo un po’ di compagnia?

FRECCIA arriverà in camper domani sera e il problema è che lui poi tornerà a casa e non ci sarà nessuno a poter registrare i nuovi ingressi in piazzola. avevo anche buttato l’idea di entrare io con lui domani sera, registrami con lui e avere quindi la possibilità di passare la serata in campeggio (pagando, ovviamente) e di far entrare ADC il giorno successivo. ma dato che qua il sottoscritto è tappabuchi e comodo solo quando comodo fa, è meglio che loro facciano come gli aggrada e che io domani sera vada al mare, rimanga in centro, magari vada a farmi serata da qualche parte con qualcuno e il giorno dopo, senza tanti cazzi e mazzi per la testa, vada in campeggio da abusivo per una tranquilla giornata serenamente solitaria, fatto salvo per l’instabile e inaffidabile compagnia dei ragazzetti che, inquadrati a dovere quest’anno, tutto sommato sono anche una bella alternativa.

e poi c’è la vecchia piscina, solitaria e comoda, con sdraio gratuite e immersa nel silenzio che posso tornare ad apprezzare, facendo qualcosa di diverso per avere anche un momento di pace e magari conoscere il bagnino/a, tornando magari ai fasti dell’indimenticata e indimenticabile estate 2017 quando tutto sembrava (sembrava) facile e rassicurante.

proseguo fermamente sulla strada de “io valgo” e, in un modo o nell’altro, questa estate sarà divertente almeno quanto sono riuscito a farla essere fino ad ora.

prima io. poi gli altri.

Nulla?

tetto controllato dopo l’uragano della sera prima, piatti lavati, pulito ed asciugato tutto il disastro in giardino, pulito la scrivania, valigie fatte, tagliato l’erba nella zona fiori, sostato e rispostato poi i vasi delle nuove piante, raccolto immondizia sparsa in giardino, arieggiato l’intera casa, preparato la lista delle cose che mancano, messo in carica le cuffie, sistemato le sdraio portate via dal vento, sturato il tombino da un tappo di foglie secche.

la sera, dopo due giorni e mezzo di mare, la truppa torna a casa e mister divano, vedendo delle foglie secche sotto il portico dice: “certo che sei rimasto a casa e non hai fatto proprio un cazzo… neanche il portico hai spazzato!”.

mi sono chiesto in quel momento quanti dei cosiddetti assassini sono ora ingiustamente rinchiusi in carcere.

Della solita storia

ieri sera ho chiamato LA TONTA.

ancora una volta sono io a farmi sentire, nel corso di una telefonata dove invece di parlarmi di lei mi ha raccontato che LA SPOSINA è in città e il loro appuntamento per vedersi pare essere saltato. alchè a saltare sono stati anche i miei nervi, tanto da chiederle cosa mai si aspettasse da una che dopo averle fatta da schiava per anni l’ha liquidata dal compito di damigella d’onore a pochi giorni dalle nozze.

vive a dubai da anni, sposata a un tedesco che guadagna bei soldi, ha leccato culi e cavalcato occasioni per decenni senza badare a niente e a nessuno, raccontando di lauree inesistenti per non sfigurare con le nuove amiche internazionali. un paio d’anni fa ha cagato un figlio e adesso, come sempre, viaggia per il mondo ad ogni buona occasione. in città oggi, al mare, ieri, poi in sardegna e poi rientro a dubai nuovamente.

e quell’altra oca è ancora lì a raccontarle della sua vita, con tanto di condoglianza per la morte della madre dopo che, come al suo solito, avrà fatto pubblicità per essere compatita fino in antartide.

a volte mi chiedo come ho fatto a non tagliare i ponti con tutte loro secoli prima di quanto ho poi effettivamente fatto.

vivi e impara.

Al cuor non si comanda

NIKO è ricoverato in ospedale da ieri. fitte al petto, probabilmente pericardite.

a 20 anni ha una bella massa grassa, mangia quintali di roba (per lo più sana ma non del tutto e comunque troppa), beve litri di birra e fuma una sigaretta dietro l’altra.

di notte non so quanto possa dormire dato che tra il lavoro, la campagna e il volontariato in caserma non è certo il massimo del relax.

in campeggio non ci vuole venire, parole di sua cugina da me interpellata per spronarlo a essere dei nostri almeno una settimana. “non vuole venire”, verità che ho sempre pensato contro i suoi “non posso perchè ho la campagna e altre cose” che puzzavano di balla lontano km.

affari suoi, dopotutto, reste dell’idea, ieri, ora e sempre, che invitare a fare una vacanza sia sempre e comunque una cosa più sana e rilassante che obbligare la stessa persona ad andare in miniera. o no?

gli auguro ogni bene, sia chiaro, ma dopotutto se vuoi giocare a fare l’imprenditore 60enne che passa le ore al pc o a beve birra e fuma stile ciminiera, annoiandosi con qualunque attività sia invece consona alla sua età (20) è affar suo.

ripeto.