Le cronache del mare 2022 (capitoli 6-7-8)

tornato a casa dal lavoro con un’ora di anticipo mi sono sentito dire che per fare quello che voglio io (partite presto) dovevo stare ai comodi di altri (partire alle 19) ovvero due ore dopo con relativi 120 minuti persi ad assecondare i capricci di altri. ogni soluzione di sistemare il canarino senza rompermi i coglioni è stata prontamente scartata, altrimenti come fare a rompere? appunto.

vistomi rassegnato e concorde a sottostare al giochino coglione, fatto presente che era comunque tutto tempo perso, per tutti, venerdì sera alle 18.33 ci siamo scambiati di posto e ho guidato il camper per la prima volta.

arrivati in campeggio abbiamo preso la piazzola desiderata, parcheggiato, montato tutto e siamo andati a cena al ristorante sulla spiaggia, dove noi abbiamo preso pizza e LEI un tostone farcito che ha definito “buonissimo”.

poi una passeggiata per vedere un po’ di novità e infine a letto, sul letto a scomparsa che si è rivelato essere fatto di cemento.

notte non perfetta ma comunque la prima notte passata in campeggio a 20 anni dall’ultima. non ci potevo credere di non aver fatto le vite da satana con spostami in auto, zaino sulle spalle e orari d’ingresso e uscita.

il mattino dopo colazione al bar della spiaggia con una buonissima brioche al pistacchio e poi siamo andati in piscina dove la truppa si è spiaggiata sulle sdraio gratuite e io sono andato a passeggio in spiaggia dove ho trova l’ex bagnino fisicato coi capelli grigi e ci siamo fermati a parlare di cani. anche il suo è morto, improvvisamente, lo scorso anno.

mollato lui ho visto spuntare all’orizzonte T., la tipa del carretto dei gelati, con grandi saluti e omaggio di una bustina di semi come glieli avevo procurati lo scorso anno.

pranzo in camper, la prima volta dal lontano 2002 quando ancora era normalità mangiare a casa propria, con un tavolo, una sedia e tutta la calma del mondo, gratuitamente, senza camerieri e senza scontrini da pagare a fine pasto.

siamo tornati in piscina e con LEI siamo stati sul nuovo scivolo, dove abbiamo fatto un paio di giri, entrambi divertiti e contenti.

cena al ristorante sulla spiaggia, passeggiata con shopping di un nuovo costume per LEI e poi, stanchi, tutti a letto per la seconda e ultima notte in campeggio.

questa mattina colazione al bar della spiaggia, altra brioches, poi loro in piscina e io a trovare DAN in bicicletta (dal 2002 che non avevo una bici mia in campeggio senza doverla chiedere a qualcuno!) ma non c’era, idem per DYL, entrami con messaggi senza risposta. amen.

ancora chiacchiere con T. poi a parlare con I.. un bagnino di 50 anni che mi ha attaccato una pera assurda col racconto di un incidente che ha avuto di recente, pera stoppata dall’arrivo di KARATE (bagnino 2017) che non vedevo da un paio d’anni e che era come al solito a passeggio con la fidanzata.

due chiacchiere e poi sono scappato a pranzo, poi un giro in bici per il campeggio, poi spiaggia per loro e scivolo per me, prima ancora altre chiacchiere con T. e poi appena sdraiato in spiaggia siamo scappati a smontare tutto perchè alle 15.40 sembrava stesse per piovere (ovviamente poi non ha fatto niente, ma tant’è!).

alle 18.00 poco più siamo usciti da campeggio, direzione casa.

un salto nel passato indietro di 20 anni, quando a mancare tantissimo era la telefonata serale alla patente per raccontare la giornata e farle sapere che stavamo tutti bene e che tutto era molto divertente.

mi piace immaginare che lei e il marito siano lassù a divertirsi guardandoci a godere di sole, mare, piscina, gelati e pizza al ristorante sulla spiaggia, certi che sono sempre nei nostri cuori e nei nostri pensieri.

è stato bello, bellissimo, sebbene ci sia stato l’inevitabile forzatura di sottostare ad orari a capricci del gruppo che, inevitabilmente, non sono mancati.

ma è stato tutto perfetto così. uno dei ricordi più meravigliosi da aggiungere alla lista di decine di altri momenti indimenticabili.

meraviglia.

Chi mal comincia…

l’avventura “mare con camper” inizia già male.

la stronza s’è presa all’ultimo momento a liberarsi del canarino e adesso pare dovremmo attendere le 19.00 per poterlo lasciare a casa de LA PRINCIPESSA e poi partire per il mare con arrivo inevitabilmente tardi e con addebito di una notte che non potremmo sfruttare arrivando invece due ore prima grazie all’aver preso un’ora di permesso.

tutto perchè la stronza non ha pensato di liberarsi del fastidio del pennuto già da ieri, evitando così di avere rotture di coglioni che impedissero la già ritardata partenza causa lavoro (mio) e inutili altri ritardi (suoi).

come previsto iniziamo male.

come previsto.

A mai più rivederci

martedì sera appuntamento al mc donalds con IL PELOSO. nel tardo pomeriggio mi scrive chiedendomi se fosse stato lo stesso, per me, se ci trovavamo al B. anzichè al mc.

il B. è un locale di merda, un bar/birreria lungo una strada trafficata in culo al mondo, teatro di un milione di serate quando, ai tempi d’oro di quelli che poi si sono rivelati dei finti amici, ci si trovava tutti insieme per passare quelle che oggi comunque ricordo come ore liete.

km, benzina, usura dell’auto per cosa? per pagare un bicchiere di coca pieno a metà 3 euro e passa? anche no. che si soldi in quella topaia ne ho spesi che basta e comunque vorrei evitare di farmi salassare da qualche puttanella in minigonna che ti porta lo scontrino bagnato con un bicchiere di acqua che costa come 20 litri di benzina.

“perchè c’è anche IL PELATO e quindi immagino verrà anche IL TRASCINATORE”.

boccone di traverso (se stessi mangiando).

B., IL PELATO e IL TRASCINATORE. una montagna di soldi spesi per andare in un posto di merda con gente che oggi vive solo nei miei ricordi. trovarmi davanti a loro a distanza di anni, dopo il silenzio assordante che c’è stato tra noi, per passare una serata a fare esattamente cosa, poi? domande e risposte? a che pro? aggiornare dei perfetti sconosciuti, dei finti amici che domani già torneranno a non considerarmi, gente da assecondare per non avere in cambio neanche la compagnia per un giro a negozio o una serata al cinema.

no grazie. sono rimasto solo negli ultimi anni, posso restare da solo ancora per altrettanto tempo. poi dio vede e provvede, immagino, dato che dal nulla siete arrivati voi e nel nulla poi siete spariti, senza motivo. anzi, il motivo c’è: ho chiuso il portafoglio, non ho più pagato regali e doni e quindi a che può invitarmi a uscire se poi non avrei diviso le spese e partecipato ai costosissimi regali pensanti da altri sempre e solo per altri.

quindi no, restino pure dove sono, restino dove sono stati per tutti questi ultimi anni: IL TRASCINATORE e il suo fottuto calcetto, IL PELATO e la sua assenza di cose in comune col sottoscritto, LA STRONZA e le tue turbe mentali, IL LAUREATO e la sua spocchia da 48enne neo laureato, MISS GIOSTRINA e i suoi casi umani raccatati online che se la scopano per svuotarsi le palle alla bisogna mentre lei va in giro a parlare di “fidanzato”, eccetera.

ero solo, ho trovato loro, mi sono divertito, poi ho preso una fucilata al cuore, diverse pugnalate alle spalle e ora non esisto più.

peccato, pace, pazienza.

addio. è stato bello, per quel che è durato e per quello che poi tutto sommato ho scoperto essere realmente stato.

Bifolchi punto com

i bifolchi (non c’è altro modo per definirli visti i comportamenti degli ultimi 2 anni e mezzo e i piani continuamente cambiati e tutti campati in aria) stanno lavorando per rendere accessibili i contenuti a tutti gli utenti, in sola lettura, per far si che tutti possano rientrare in possesso dei propri scritti (ripeto: dopo soli 2 anni e mezzo di attesa).

questo segnerà la fine definitiva della piattaforma, costata ore di lavoro e fatica a chi l’ha seguita col cuore e cinque secondi ai suddetti bifolchi che da quanto l’hanno acquisita non ci hanno investito nulla, a parte un fottio di soldi per comprare qualcosa che hanno deliberatamente lasciato andare a puttane.
nella mia testa è come comprare una ferrari e lasciarla arrugginire in giardino. perchè l’hai comprata, allora? perchè evidentemente sei un bifolco. punto.

a fare l’ennesimo breve recap degli avvenimenti basta poco: sito down per qualche settimana, poi riaperto, “è stato un attacco informatico”, aggiornamenti promessi nel lontano 2019, mai arrivati, poi tutto muore, pagina facebook in primis, preceduta dal forum che penso sia morto nel momento stesso del passaggio della piattaforma ai nuovi proprietari.

mesi dopo, inizio 2020, nuovo down. tutto spento, tutto morto, tutto bloccato, impossibile accedere, zero risposte via mail, social, nessun avviso, neanche una pagina di cortesia tipo “siamo bifolchi, abbiate pazienza, torneremo forse entro 10 anni”.

e qui inizia il calvario (mio), prima su facebook, poi con email dirette, le prima con qualche rara risposta, poi sempre più rara, tanto che una risposta arriva dopo tipo 50 email di domande. anche qua, la credibilità è stata mandata subito a puttane cinque minuti dopo il down.

e poi c’è il capitolo promesse, dal “ci stiamo lavorando” di due anni fa alla spiegazione della volontà di far ripartire tutto, in contrasto con l’evidente fatto che tutto è troppo vecchio e l’unica cosa da fare è buttare tutto e rifare da zero. praticamente però hai comprato una ferrari, l’hai lasciata arrugginire e ora devi buttarla via e prenderne una nuova, tutto questo senza aver guadagnato neanche un centesimo nel mezzo.

e se le strategie commerciali puzzavano di merda e fallimento in modo così potente, di pari passo, se non peggio è stata (ed è) la gestione tecnica della faccenda.

“stiamo lavorando” ma poi passano mesi, anni e non accade nulla, zero risposte via mail, forum sparito, facebook deserto. avete il coltello dalla parte del manico, perchè almeno non dire la verità o lanciare ogni tanto un segnale di vita?

chiedo l’export dei dati ma “non è possibile farlo” e qui le cose sono due: o il sito è stato distrutto oppure non c’è volontà di fare neanche la cosa più semplice: caricare in locale il sito, estrarre “a mano” i database a chi ne facesse richiesta scritta (e avrei potuto volentieri aspettare anche 6 mesi se avevo la garanzia che alla fine la cosa sarebbe stata fatta!) e salvare quanto meno la faccia davanti alla montagna di cazzate gestionali e non fatte dal 2012 ad oggi.

niente. non si può.

poi la news: “abbiamo trovato un programmatore che conosce quel linguaggio”, roba da archeologia, praticamente. e infatti quello che sta seguendo la cosa e risponde a una mail ogni 7000 è ad alto rischio di morte per vecchiaia, data l’età avanzata. che poi, va bene tutto, ma dopo 2 anni sentirsi dire “è un lavoro che facciamo a tempo perso, quindi non è una cosa veloce” ha un po’ ridere (per non dire di peggio): prendi per il culo la gente 24 mesi, accampi scuse di ogni tipo e poi liquidi col “faccio con calma”? anche no.
e ora arriviamo alla scorsa settimana, quando dietro velatissima minaccia di intasare ogni casella email aziendale con mille messaggi provenienti da altrettanti indirizzi diversi, la svolta: “stiamo lavorando per un sito in sola lettura dove poter scaricare tutto in autonomia”.

ci voleva tanto?

quindi deduco che il progetto di riaprire la piattaforma sia andato a puttane (un po’ come fanno i bifolchi quando vogliono scopare), che la cosa costa troppo o c’è passata la voglia o non sappiamo come metterci mano o non abbiamo personale o più cose insieme. giusto?
credibilità meno di zero.

un anno fa in una mail, una delle migliaia stampate e usate come carta igienica, avevo messo nero su bianco la suddetta questione, spiegando, senza giri di parole, che rimettere in piedi un sito che dopo 24 mesi non s’era mai degnato di tenere i contatti con gli utenti era una follia. pura follia. chi mai è così tanto coglione da tornare a scrivere su un sito che dopo “X” tempo (giorni, ore, settimane, mesi?) aveva l’altissima probabilità di finire gambe all’aria e magari poi in maniera definitiva?

credo nessuno.

era una piattaforma bellissima, mi ci sono iscritto nel lontano 2007 quando ormai era palese che l’altro blog era diventato fonte di pettegolezzi tra i miei conoscenti (fisici) e quindi avevo bisogno di un nuovo spazio. in ufficio da IL PORCO, un giorno, l’ho aperto e ho iniziato a parlare male di tutto e tutti, uno sfogo necessario, poi cresciuto e sviluppato ad altri argomenti, ricordi, emozioni, aneddoti, appunti. di tutto, tutto quello che una vita può contenere, dentro un blog.

oltre 10 anni di scritti andati a puttane perchè dei bifolchi “non sanno, non possono, non capiscono, non hanno tempo, non hanno voglia”.
e io dovrei tornare lì dopo tutto quanto sopra?

mi limito a dire “no”. gli insulti ormai sono esauriti.

Dei pollici verdi

ieri sera ho preso altre targhette per le piante e altri semi, poi ho piantato tutto in altri mille vasi, innaffiato tutto e adesso, a dio piacendo, nascerà spero qualcosa.
questa sera mi troverò con la tipa del nuovo sito per presentare la bozza (o meglio, il lavoro praticamente finito). ovviamente la suddetta lavora in ventimila uffici tutti intorno a casa ma tutti sprovvisti di pc e quindi mi dovrò fare 20 minuti di strada per andare a casa sua, ovviamente fuori città, ovviamente nelle strade più trafficate all’ora di punta. vabbè.
e domani sera si parte con il camper, già ritirato dal deposito e, pare, con l’umore alto di tutta la truppa che, per ora, deve ancora trovare qualcosa da ridire o scuse per far saltare tutto, cosa che ormai non ritengo neanche fattibile visto la positività che stranamente gira nell’aria.
nel frattempo lo stronzo ha finalmente trovato il modo di andare via dall’ufficio per tutto il pomeriggio e se sarò fortunato anche domani mattina non sarà presente. la scorsa settimana senza di lui per due giorni interni più varie assenze di qualche ora sparsa, la settimana è letteralmente volata. con lui in ufficio questa settimana è durata qualcosa come 55 giorni.
sospiro.