Di domani

altro weekend volta, purtroppo. ieri sole, oggi pioggia. grazie a dio non sono rimasto a casa ieri e ho rischiato la pioggia venendo premiato invece con una perfetta giornata di sole.

domani nuovamente in carcere a sopportare le stronzate dei soliti quatto gatti che parlano tutto il giorno, disturbandomi in continuazione per ogni cosa, con lo stronzo seduto alle mie spalle che ogni 5 minuti mi chiama per qualunque cazzata gli venga in mente.

inizia ora quel periodo dell’anno dove ogni settimana sarà una mattonata sui coglioni, con la spasmodica e infinita attesa che arrivi il fine settimana per poter andare al mare, restare in pace, vagare nel verde, nuotare, prendere il sole.

possibilmente da solo, che di gente sui coglioni ne ho già troppa durante tutta la settimana.

Delle mancanze

la truppa è volata al mare lasciando un bigliettino sul tavolo.

normalmente avrei telefonato alla parente dicendole di essere stato “abbandonato”, lei avrebbe detto “poverino” e mi avrebbe invitato a pranzo chiedendomi se avessi portato anche il cane, in modo da sapere se doveva preparare qualcosa anche per lui.

sai andato da lei verso mezzogiorno e nonostante le mie raccomandazioni mi avrebbe messo davanti 50 kg di pasta insistendo che “è poca!”, per poi chiedermi se volevo una fetta di dolce preso come sempre al supermercato vicino casa, una torta al limone o con le mandorle.

ne avrei mangiato un pezzetto, avremmo chiacchierato e poi sarebbe arrivata l’ora della mia partenza, lei avrebbe lavato i piatti e io sarei andato chissà dove.

ora lei è morta e il cane è morto.

ora resta un bigliettino sul tavolo, la solitudine, il vuoto e nessun seguito a tutto ciò.

11

e venerdì scorso ho festeggiato gli 11 anni via da IL PORCO, missione che all’epoca sembrava impossible, invischiato fino al collo in una serie indescrivibile di situazioni e aspettative da molteplici parti, con gente che pretendeva senza dare, gente che spronava senza metterci del suo in un mare di incancrenite situazioni sociali dove alla fine, innegabilmente, mollare tutto e andarsene è stata, a 11 anni di distanza, una scelta che rifarei 100 volte e altre 100 ancora.

perchè la vita è una sola e molla tutto è sempre la soluzione definitiva.

non voltatevi mai indietro, non ne vale mai la pena.

Della magia che ritorna

passeggio lungo la spiaggia bagnata, al buio, domandandomi se ha senso tornare lì dentro anche quest’anno, dedicando tempo, soldi, energie per illudersi di essere felici in un luogo dove lo scorso anno la felicità non è stata tanta quanto avrei voluto.

due funerali sulle spalle, la pesantezza del lavoro, la compagnia che non è mai stata quella che ricordavo. non ci sono stati calorosi salute, risate, nessuno ha cercato nessuno nelle due settimane di mia presenza o quantomeno tutti hanno cercato tutti ma nessuno mai il sottoscritto.

L’AMC è sparito per giorni “a sbrigare delle cose” tanto che pure lui quest’anno se resta a casa sua forse è quasi meglio perchè è meglio essere soli e giostrarsi il tempo a proprio piacimento che sapere di avere una potenziale socialità che poi diventa un lavoro a tempo pieno verso asini ambulanti che non ti cagano e di te alla fine non gli importa nulla.

le famose “amicizie da telefilm” ancora una volta sono solo -e sempre- una mia fantasia, quindi che senso ha rincorrere chi corre verso direzione diverse dalla mia? perdere tempo, la mia vita, a fare quello che vogliono fare gli altri, alle spalle di persone che non si voltano mai a vedere se ci sei, se ti diverti, se sei vivo?

vorrei fosse una estate diversa, più solitaria se proprio deve, ma più felice, spensierata, un ritorno magari alla compagnia dei bagnini, alle chiacchiere in torretta, sotto il sole, con gente che per lavoro deve restare inchiodata fissa lì e non mi fa ammattire per essere rincorsa con orari o programmi personali sempre variabilissimi o con il rischio di punto in bianco di fare programmi per poi trovarmi da solo a girare dentro un campeggio dove nessuno rispetta promesse e orari, dove, come lo scorso anno, vado al pub e trovo tutti lì a far festa nonostante mi fossi raccomandato di farmi spere se e quando, dopo cena, ci sarebbero andati.

mancavo solo io e non importava a nessuno. importava solo a me.

è triste pensare di avere amici (o presunti tali) e sentirsi comunque da solo. con l’età poi, crescendo (invecchiando, marcendo), ho capito che bisogna avere la capacità di fare un passo indietro, guardare le cose dall’alto: è un campeggio, ci sono degli amici, non ti cagano, vai altrove, fai dell’altro, anche da solo, fingendo che non ci sia nessuno, così come nessuno c’è stato fino a qualche anno fa quando le estati erano perfette, tra bagnini inchiodati da orari fissi e passeggiate tra piscina, spiaggia e aree verdi.

saper essere in compagnia di se stessi è la più grande rivincita che io possa avere sul genere umano tutto, incapace di avere rapporti che possano definirsi solidi e affidabili, deluso sempre e comunque da tutti e ovunque, situazioni, luoghi, momenti particolari.

bastare a se stessi.

questo è il segreto almeno per raggiungere la serenità.

Le cronache del mare 2021 (Capitolo 1)

partenza sul presto a causa del coprifuoco, col programma dell’ora gratuita e di rientrare in città entro le 22.00 giusto in tempo per rispettare le regole imposte da certe teste di cazzo.

si parte all’insegna di un meteo non esattamente buono. lungo la strada un paese bombardato dalla grandi e una macchina in un fosso. poco più avanti la marcia si ferma a causa di un incidente che mi farà bruciare nel nulla 10 minuti buoni.

poco più avanti ancora un coglione della protezione civile deviava le auto all’interno della rotatoria. il mare era nella sua direzione, lui si è limitato a dire di “andare verso ponte XXX”. e chi conosce la strada? il navigatore mi ha portato in capo al mondo e nuovamente davanti al suddetto deficiente, questa volta circondato da una decine di auto che presumo lo abbiano ucciso a sassate e dato in pasto ai maiali, come merita, perchè non puoi chiudere una strada di passaggio in mezzo al nulla e pretendere, con un fiume nel mezzo, che la gente sappia allungare di km un percorso tra case e luoghi mai visti, paesini sperduti, coì, di punto in bianco.

telefonate a casa col solito nervosismo di chi dovrebbe aiutarti a trovare una soluzione, ma alla fine bene o male riesco a venirne a capo grazie alle mappe sul telefono anche se queste ruotavano all’impazzata e i riferimenti su dove andare erano zero.

arrivo in campeggio con 30 minuti di ritardo, alle 21.00 in punto, con l’idea di entrare rapidamente e lasciarmi 5 minuti per raggiungere poi la casa in centro.

niente, al bancone dicono che non si può entrare “perchè l’ora gratuita è stata tolta”. altra cazzata per colpa del virus: non si entra in campeggio ma in spiaggia (o dalla spiaggia…) ci si può sputare in bocca. ok. mi dice di chiedere alla reception, così faccio. trovo due undicenni o poco più: uno quasi sta per prendere il pass, l’altro interviene e mi informa che “per entrare devo o fare la prenotazione per una vacanza o pagare le 3 ore serali” aggiungendo poi (perchè doveva dimostrare di essere un genio!) che “non mi conveniva”.

solita situazione all’italiana: potevano farmi entrare e ridarmi la carta d’identità senza fare storie e invece non hanno perso tempo a compilare tutto inutilmente a uno che di certo alle nove di sera, buio e tasso di umidità al 99% di certo non si era presentato per fare vacanza o pagare 3 ore facendone tra l’altro solo una, scarsa.

grazie arrivederci, inutile mandarvi maledizioni che tanto dio non si scomoda neanche per le cose serie figuriamoci per voi due.

decido quindi di andare in spiaggia con la tentazione, subito passata, di scavalcare il cancello bagnato, cosa comunque poco consigliabile per via anche delle telecamere. ho quindi passeggiato per il km di spiaggia bagnata notando che il mio bar preferito era ancora chiuso e poi sono tornato alla macchina.

notte in appartamento, sveglia alle 20.15, recaption alle 21.00 quasi precise. ingresso.

foto a raffica per tutta la giornata come non ci fosse un domani. l’animazione girava in bicicletta nel mezzo del nulla dato che gli ospiti in totale saranno stati più o meno 50 persone.

tutto come sempre, giro largo dall’ingresso fino alla lavanderia, campi sportivi, pineta, zona piscine per lasciare lo zaino dove uscendo ho incrociato BAMBA (capo bagnino drogato) che mi ha salutato con un sorrisone dicendo che “anche stavolta sono venuto a timbrare il cartellino!”. eccerto, che devo restare a casa da solo ad annoiarmi? mi pare il minimo.

prima ancora sono stato a trovare LUCAS nell’altro stabilimento, stava piantando un cartello e abbiamo parlato per qualche minuto. lui sempre uguale, tutto bene. tornato in campeggio ho recuperato cose dallo zaino in piscina per andare a pranzo e mentre uscivo da lì ho trovato il manutentore che puliva il rigagnolo d’acqua con un suo collega e sono rimasto a parlare per un bel po’ di tempo.

i grandi alberi che sono stati tagliati fanno fatto quella fine perchè erano piante da allergia e potenzialmente coi loro batuffoli anche infiammabili. e finalmente, dopo mille anni, ho scoperto anche il significato del nome del campeggio, che risale ancora ai tempi della guerra. che storia!

pizza al ristorante centrale, conto da paura ma la pizza era straordinaria!

ancora piscina dove mi si è presentato davanti SPALLE con mia enorme sorpresa, chiamato a lavorare lì solo per questo weekend e che poi farà da coordinatore (?) dei bagnini in centro città con un ottimo stipendio (o almeno così racconta o gli è stato promesso…). chiacchiere per parecchio tempo poi sono tornato in spiaggia (ventosa e deserta) quindi ancora da lui e poi a fare un giro nella zona centrale dove ho scoperto che quest’anno l’ufficio animazione ha preso il posto del fotografo (dentro una baracca di legno grande quanto il mio bagno di casa).

per colazione una brioches al supermercato (nuovo di zecca e ora sembra di essere in centro a milano… fuori tema!) e succo portato da casa, consumato in scogliera in una giornata luminosissima e perfetta.

bagno in piscina nel pomeriggio, fredda all’inizio ma poi ci si abitua, seguito da altre chiacchiere con SPALLE e dall’incontro, nuovamente fortuito, con LEO che era passato a trovare non so chi e mi ha confermato che sarà presente il prossimo weekend (se non ricordo male) e che anche CRISTIAN tornerà operativo, a seconda del calendario degli esami.

DANILO invece ci sarebbe dovuto essere ma non è stato chiamato e quindi pure lui inizierà la settimana prossima ma direttamente allo stabilimento di LUCAS, preavvisandomi già di non fermarmi a chiacchiera perchè il suo boss è un rompicoglioni e per il momento vuole aspettare di vedere come evolve la situazione. poco male alle fine perchè se inizierò (purtroppo) ad avere le giornate in condivisione con L’AMICO DEL CAMPEGGIO non ci sarà molto tempo per andare a trovare chi voglio io.

vedremo.

le novità della stagione sono davvero molte: nuovo supermercato, nuovi uffici amministrativi, nuovi alberi, un nuovo distributore per l’acqua, nuova fontana. al campo da golf è spuntato un dinosauro, un chioso mobile davanti alle piscine, una nuova gelateria, l’ufficio animazione ora è nella casetta del fotografo e l’inutile fotografo è sparito dalla circolazione. alcuni bungalow sono in restauro e hanno installato ovunque un nuovo sistema di emergenza. insomma, tante novità.

alle 18 hanno chiuso la piscina così ho preso lo zaino e sono andato a fare la doccia, per poi riportare tutto in auto e rientrare per l’ultimo lunghissimo giro durato fino alle 20.45. (fottiti coprifuoco!)

30 km totali fatti nell’arco di tutta la giornata, ancora pochi se conto che lo scivolo era chiuso e non sono andato a trovare BAGNINA MORA nell’altro campeggio a km di distanza.

una giornata perfetta: clima perfetto, sole, nessuno in giro, ma proprio nessuno, era come se il campeggio fosse solo mio, al 100%, con tutti i servizi e le comodità e senza il fastidio di millemila persone. un sogno ad occhi aperti, un momento di relax di cui mi sono resto aver avuto estremamente bisogno. irripetibili ed indescrivibile.

la pizza era ottima e il gelato della nuova gelateria (altro locale rovinato in stile ultramoderno) era buono ma non tanto da giustificare il prezzo. provato per provare, ma appena riapre il ristorante sulla spiaggia credo andrò a prenderlo sempre e solo lì (costa meno, è più buono e ne danno di più!).

una giornata perfetta, rovinata solo dal fatto di non poter passare lì dentro l’intera estate 24/7. altro che stronzi in ufficio e rogne quotidiane: quella si è vita!!!