Ieri lo penso, un domani lo faccio

siamo sempre lì, nel giro delle bugie sui lavori che “ha pensato giusto di ieri di fare”, spesso “di fare oggi” ma che poi “farò UN domani”. un domani. non domani. un domani.

quindi timbro il cartellino questa sera, torno a casa, ceno, faccio la valigia e poi mi metto a lucidare gli ultimi marmi, quelli che “domani li lavo così poi li lucidi” ma che LEI non ha mai lavato e il resto della truppa figurati se neanche si fa venire il pensiero di mantenere casa. meglio sfondare il divano e scolorire i tasti del telecomando.

quindi, timbrato il cartellino, ho lucidato, anche con la critica di LEI che voleva che “prima passa con uno straccio umido per lavare”. e invece no: ho passato la carta da cucina alla buona e poi ho messo l’olio. per lavare e fare i lavori per bene ci sono stati 7+ giorni di tempo, più altri giorni, almeno altri 7, dove avevo buttato più volte l’idea del lavoro di lucidatura da fare. qualcuno ha ascoltato? no. ho fatto tutto io, mentre gente a casa 24/7 non ha fatto un cazzo.

e domani tutti in vacanza, per alcuni per l’ennesima volta, per altri la prima dopo 5-6 anni di nulla, covid e funerali. e lavoro. sempre e solo lavoro.

vabbè.

Prima delle ferie…

ultimi minuti di lavoro e poi si torna a casa, cena e valigia da preparare. fotocamera e videocamera recuperati dall’armadio questa mattina dopo 5 anni di inutilizzo, manco so se funzionano ancora, questa sera è tutto da ricaricare e speriamo bene.

oggi online ho scoperto che l’hotel non ha piscina, che è un hotel molto datato, che dista 80 metri in linea d’aria dalla spiaggia e che la spiaggia è nera e che probabilmente i lettini sono a pagamento. ho scoperto che l’isola è piccolissima e quindi in linea teorica la possiamo girare tutta a piedi (ottima notizia). e ho scoperto che il volo dovrebbe durare meno di 2 ore, quindi perfetto per godersi l’aereo ma non troppo da annoiarsi e perdere tempo nei trasferimenti.

ho scoperto che il deposito dei bus è a due passi da casa della parente e quindi questo primo viaggio dopo 5 anni di nulla è il primo senza che lei sia viva e guarda caso partirà a due passi da casa sua, come se il destino… vabbè.

per la valigia seguirò la lista che uso per preparare la roba del mare, che se non altro tornerà utile ancora una volta dopo due settimane di assenza dal medesimo, weekend passati senza rimpianti a fare altro.

domani sveglia alle 6.30 e poi via verso il deposito, partenza prevista alle 7 e poi decollo, viaggio, ancora bus, battello e infine hotel (non so a che ora).

mi sembra tutto surreale poter tornare a viaggiare dopo tanti anni, tanti funerali, tanti pensieri, tanto di tutto.

bellissimo.

Zero D

il collega del 3D non è stato rinnovato. motivo sconosciuto. per quasi un anno ha fatto le piste in bici sotto sole e pioggia puntando al posto fisso e invece no, grazie e arrivederci.

KONFUMO è stato lasciato a casa anni or sono (a detta di tutti un idiota, a me stava simpatico), poi è arrivata CARTELLINA, dimissionaria anni dopo per andare a girare il mondo e seguire progetti di design che poi, mesi dopo, ha rifatto domanda per tornare. domanda ovviamente respinta. se scendi dal treno poi non ci puoi risalire, evidentemente.

in sostituzione doveva arrivare una tipa che poco prima dell’inizio ha rinunciato per andare altrove. e questo ha palesato quello che penso da sempre: qua pagano poco e vogliono tutto. non funziona così. tant’è.

poi è arrivato l’attuale tipo del 3D che non ha mai avuto neanche un soprannome e dopo 8 mesi ci comunica, uscendo, evidentemente avvilito, che gli restano altre due settimane.

poverino, davvero, non capisco neanche perchè non sia stato rinnovato.

il pollaio aziendale si è ovviamente già messo in moto fantasticando su possibili motivazioni, col capo rientrato poco dopo ma non interpellato in merito. che è un po’ come ipotizzare cose astratte per pura fantasia e non chiedere lumi a colui che in un istante può chiarire tutto.

tant’è (bis).

ancora più vergognoso che sia stato liquidato giusto prima delle ferie estive così da non doverlo tenere a libro paga.

evidentemente 127 milioni di fatturato non bastano a coprire i costi.

c’est la vie.

Cazzeggi pensieri

scopro questa mattina che la partenza di sabato sarà un walzer di autisti a cambi d’auto tra l’andata e il ritorno. sabato mattina L’IMPIEGATO ci porterà al parcheggio dove saliremo sull’autobus che ci porterà in aeroporto che ci porterà in città dove prenderemo un bus, una nave e finalmente saremo in hotel.

al ritorno invece LA PRINCIPESSA porterà la mia auto al parcheggio, la abbandona e poi proseguirà con la sua verso il mare, quindi noi scenderemo dal bus e con la mia auto torneremo a casa.

tutto questo mi è stato spiegato questa mattina alle ore 7.20 quando il sottoscritto totalmente rincoglionito dal sonno ha dovuto anche concentrarsi per capire dove sia la seconda chiave dell’auto, indispensabile per poter fare il passaggio tra auto al ritorno.

ne sono sorte anche polemiche e rinfacci di vario tipo circa il fatto, verissimo, che “come sempre tu non ti interessi di niente […] arrivi alla partenza che non sai niente di niente e trovi tutto pronto!”.

bhe… si.

dei viaggi fatti ad oggi non ho mai scelto nulla, la meta, il giorno di partenza, quanto restare, come, dove. neanche cosa andare a vedere una volta lì. e va benissimo, è sempre andata così e non ho nulla da obiettare, perchè tanto in ogni cosa, sempre e comunque, quello che voglio io non conta nulla. e, ripeto, benissimo così.

così come non ho mai scelto io di perdere 8 estati (funerali e covid esclusi) perchè una viziata di merda trovava sempre modo di far saltare i piani, così come, sempre non per causa mia, i suddetti viaggi estivi saltati (funerali e covid esclusi) non sono stati “recuperati” a natale.

perchè “io a natale non mi muovo neanche per sogno!!! (cit)” ma poi l’unico natale col morto in casa (decesso 3 gennaio) sospirava perchè “proprio questo natale [c’è il morto, ndr] che volevo fare un bel viaggio!”.

sei normale?

a cagliari non siamo scesi perchè una doveva farsi massaggiare via la cellulite (perchè basta un massaggio costato un miliardo di euro per risolvere il problema, si sa) e a bari nemmeno (“siamo stanchi, scendi tu”). ora bari e cagliari non li vedrò mai più in vita e l’occasione è stata persa, così come è stato perso il giro a stoccolma (in panico tutti dopo due metri perchè “perdiamo la nave! perdiamo la nave!”) o la visita al centro commerciale più grande del mondo l’anno a dubai. più visto niente: stoccolma, bari, cagliari, dubai… e tutto il resto, molto altro, qua e la.

non andiamo più in quei posti, io almeno non conto di poterci tornare mai più, fine, treno passato, occasione persa.

hanno sempre scelto gli altri, anzi, più precisamente, ha sempre scelto chi non ha niente da fare (e niente fa!) da mattina a sera.

io, alle ore 7.20 di giovedì, partenza sabato mattina, devo essere coinvolto nell’organizzazione e nei traffici di auto stabiliti da gente che ha tutto il giorno libero e nessun cartellino da timbrare. fate voi. devo pensarci io?

questa smania di volermi costantemente rompere i coglioni, esattamente, cosa vi mette in tasca?

Serate roventi

oltre due mesi di bel tempo dove le piogge random hanno sempre stemperato le temperature tenendole sotto i 25°C, senza afa o praticamente mai.

oltre due mesi dove volendo bene o male si poteva organizzare una seratina anche se onestamente io in primis non ho mai proposto nulla perchè stanchezza generale perenne e l’alternativa alla noia non propriamente allettante, mi ha sempre fatto potentemente desistere.

da ieri è esploso il caldo (già previsto) e andando a pranzo, in auto, segnava 36°C.

questa sera SOPRAMMOBILE vuole “recuperare la festa del 4 luglio -saltata anche quest’anno- per andare alla notte bianca in centro”.

in centro, di sera, dopo 20 ore di luce potente e calore infernale, tra pietre e cemento, incastrati tra vie e piazzette, con 100°C fino a poche ore prima. un suicidio.

adesso vuole conferma, gli ho scritto cosa vuole fare perchè a mio avviso è un suicidio. poi lui è quello famoso per andare nei peggio posti nei peggio giorni/orari/climi.

2 mesi di clima perfetto e ha aspettato i 100°C per uscire di casa.

cosa ho fatto per meritare tutto questo?