Io non cago più

circa tre anni fa, al mc donalds, se ne esce con la notizia della gravidanza.

siamo stati da ikea col pancione a piangere perchè casa sua è un appartamento in affitto di merda, troppo stretto per i mobili e senza una nuova casa, spaziosa, con la bambina in arrivo come farà?

e io ero lì a sentire i suoi vaneggiamenti, come se al mondo non ci fosse nessuno che ha cresciuto venti figli in 50 metri quadri.

due anni fa è nata. e siamo stati in giro sempre più raramente trascinandoci dietro borse e borsoni. e sono passato io a trovare loro, loro a trovare me mai “perchè muoversi con la bambina è un casino”, si, peccato che tua mamma abiti quasi dietro casa mia e quindi come vai a trovare lei, al ritorno, potevi fermarti anche da me.

comunque.

poi non siamo più usciti e a scrivere/chiamare, nonostante tutto, era sempre e solo io. e con lui, il marito, la minestra era pressappoco la stessa. silenzio quasi totale.

al primo compleanno ho detto che non sarei andato alla festa e sono iniziati i musi lunghi, cosa che a un certo punto ti puoi fare anche passare, dico, perchè non vedo cosa io abbia a che fare con il compleanno di una neonata.

comunque.

passano altre settimane, mesi, anni, arriva la pandemia e io ho la scusa perfetta per tagliare ed evitare di vederli almeno in presenza, pur continuando sempre, io e solo io, a tenere i contatti via chat e messaggi.

poi lei quasi mi aggredisce per un commento del sottoscritto dove ho ritenuto incauto riaprire di botto le attività e far tornare gli anziani liberi di girare per centri e città. sia mai lo abbia detto! il commento di lei: “tu vuoi far murare vivi i vecchi in casa! mia mamma esce, va in chiesa, a passeggio, vive!!!”.

un mese dopo abbiamo sepolto la madre: covid. lei è andata avanti settimane a cercare di capire chi fosse l’assassino che l’ha contagiata, “il coglione che girava senza mascherina”.

5 mesi dopo, questa settimana, gli chiedo lumi circa l’andare da ikea. “dove? al centro covid?”.

fine della discussione: se non vieni da ikea vuol dire che non hai piacere di andare per negozi e quindi decade automaticamente qualunque cosa riguardi il sottoscritto e il modo su come passare insieme il weekend.

mai sentiti, mai un invito, una proposta, nulla.

questo pomeriggio, dopo praticamente un anno, sono tornato a fare un giro in centro città, una città dove per me non c’è un cazzo, una città che non ha nulla da offrirmi e dove un tempo i negozi erano migliori e c’era occasione di socialità e divertimento.

posto una foto sullo status del telefono e prontamente lui mi scrive chiedendomi se fossi stato in centro. si, lo ero.

“non ci caghi più”.

fisso il telefono per un istante (uno) e chiudo l’applicazione.

sono 3 anni che a muovere il culo sono sempre e solo io e adesso, tre anni dopo, sono quello che non solo “vuole murarsi vivo in casa” (bugia!) ma che “non cago più loro”.

io?

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *