Pausa

pausa vacanza, finalmente, grazie a dio.

in ufficio a girarsi i pollici tutto il giorno, otto ore quando sei sarebbero già comunque troppe, con lo stronzo dietro, la scema davanti, il solito via vai di geniali menti pagate mille euro al mese che quasi non fossero loro mister miliardi fatturerebbe di meno (pensano loro).

inizia quel periodo dell’anno dove i primi caldi mi portano la testa al mare e io di stronzi e stronzate non ne vorrei davvero più sapere, ma proprio zero, spaccato.

domani mattina a letto a dormire (finalmente), poi cimitero, benzina, postepay da ricaricare, shopping in farmacia online, pranzo e nel pomeriggio, dopo una vita dall’ultima volta, tornerò finalmente ai centri commerciali a fare un bel giretto tra negozi e vita vera, roba che non faccio da non ricordo nemmeno quando.

l’idea di portare con me IL PELOSO è un po’ da valutare, che poi non vorrei trovarmi con un morto che cammina da trascinarmi dietro e io onestamente vorrei fare una cosa lesta e agile, tra negozi e scaffali, senza perderci le ore.

ecco.