Del vuoto che piace

strade praticamente vuote grazie alle nuove chiusure delle scuole, poi tutti preoccupati per il futuro di ragazzi che, quando sarà il momento di entrare nel mondo del lavoro, neanche con la laurea riusciranno a trovare posto. un po’ è ridicolo, no?

mal comune (loro) mezzo gaudio (mio) dato che il traffico del centro è ridotto all’osso e sono tornato finalmente ad attraversare la città senza imbottigliarmi nella solita marea di mamme con suv e cellulare in mano che guidano a cazzo di cane, tipico di chi non ha cartellini da timbrare e orari di fuoco da rispettare.

siamo a giovedì ma come sempre, fosse per me, andrei al mare a farmi una bella passeggiata di 20 km con annesso giro in bicicletta che, ora che -purtroppo- ho ereditato dalla parente il suddetto mezzo, lo spostarsi è davvero un piacere, contro il culo e la schiena distrutta dai precedenti velocipedi pieghevoli con rotelline da 50 cm di diametro, roba che per fare un metro dovevo fare 75 giri di pedale.

anche no.

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